L'8 settembre
2008 il Corriere della Sera online pubblica questo articolo,
a firma di Felice Cavallaro
8
settembre 2008
COSE
DELL'ALTRO MONDO
XFiles in Sicilia
Tra
la costa di Caronia e le isole Eolie,
scienziati e generali incaricati dallo
Stato studiano fenomeni inspiegabili che
dal 2004 tormentano gli abitanti. Vi
mostriamo alcune foto che fanno nascere
molti dubbi
Non chiamateli dischi
volanti perché ingegneri,
ammiragli e generali, architetti,
geologi e fisici da quattro anni a
caccia del mistero dell’acqua e del
fuoco potrebbero decidere di continuare
a tacere. E lasciare il top secret su
una blindatissima banca dati con 350
eventi fra avvistamenti, rilievi di
campi magnetici, bolle marine dal
diametro di un chilometro, distese di
melanzane colore arcobaleno e così via
fino ad alcune inedite, ancora
inspiegabili, foto mozzafiato con
oggetti circolari sospesi sull’isola di
Vulcano. Tutti strani fenomeni
concentrati fra le Eolie e la costa di
Caronia, quella segnata dall’angoscia di
una piccola comunità di abitanti a
partire dal 2004 strabiliati e allarmati
davanti a incendi improvvisi, a Tv ed
elettrodomestici che si accendevano da
soli o prendevano fuoco, come le lampade
e i ma- N terassi, mentre i cellulari si
ricaricavano senza essere collegati a
niente e sui display apparivano strambi
caratteri.
Non
chiamateli dischi volanti
nemmeno con i carabinieri
che hanno dovuto
verbalizzare un collega
testimone di una accecante
“luce” in cielo, o l’altro
al quale prese fuoco una
scarpa. Vietata la tipica
terminologia da ufologi
anche con protezione civile,
esercito, aeronautica e
marina, università e
vulcanologi, tutti timorosi
di passare per matti e
dubbiosi su cause e ipotesi,
ma convinti di un solo dato
comune: la concentrazione di
fenomeni elettromagnetici in
un’area ristretta.
Appunto, quella
di Canneto, un
pugno di case
sul mare,
cinquanta
residenti, una
striscia stretta
fra la costa e
la linea
ferroviaria
Palermo-Messina,
un rettangolo
sottoposto ai
raggi X di
servizi segreti
e sentinelle
elettroniche.
Tutti impegnati
a scoprire
perché,
soprattutto
nell’inverno e
nella primavera
2004, proprio in
questo buco
nero, si
smagnetizzavano
le pen drive,
impazzivano le
bussole, si
aprivano e
chiudevano senza
impulsi i
cancelli
automatici e gli
allarmi delle
automobili, con
sensori e
rivelatori di
fumo attivati
anche senza
scosse e fiamme,
fino
all’implosione
dei vetri di una
utilitaria e al
foro su un
parabrezza,
«colpito dalla
punta di un
trapano
invisibile»,
come dichiarò il
proprietario e
portavoce degli
abitanti di
Canneto, Nino
Pezzino.
Anomalie
elettromagnetiche
ufficialmente
spazzate via
da una
archiviazione
della
magistratura che
nel 2007 ha
impresso al caso
il bollo di “un
fenomeno di
natura dolosa e
umana”. Come
dire che si
sarebbe trattato
di un piromane.
Però, ancora
ignoto.
Spiegazione
inaccettabile
per le
“vittime”di
Canneto, con
intere famiglie
evacuate per
mesi dalle loro
case.
Spiegazione
insufficiente
per gli abitanti
fra i quali
Antonino
Spinnato, un
agricoltore con
la passione
delle foto,
tanti scatti
finiti alla
banca dati,
certo di aver
visto fino a
metà agosto
strani oggetti
volanti
fotografati come
gli è capitato
di fare con
quello che
seguiva un
elicottero della
Protezione
civile costretto
a un atterraggio
per avaria alle
pale.
Spiegazione
precaria anche
per chi scansa i
termini da
ufologo,
ma continua a
studiare i
fenomeni da un
osservatorio
istituito con
decreto della
presidenza del
Consiglio nel
2005, il
cosiddetto
“Gruppo
interistituzionale”
(vedi box a pag.
60). Una task
force che ha
come quartier
generale un
ufficio della
Regione
siciliana in
pieno centro a
Palermo, ottavo
piano di un
edificio
moderno, le
vetrate sulla
cupola del
Teatro Massimo e
una banca dati
che ha già
interessato pure
i servizi
segreti perché
un primo
riservato
fascicolo
consegnato a
Protezione
civile e Palazzo
Chigi avanza
anche l’ipotesi
di “test
militari segreti
o esperimenti
alieni”.
Il tutto con
mille dubbi
legati a
documenti mai
pubblicati.
È il caso di una
foto scattata da
un mezzo
militare nelle
acque di Vulcano
il 2 agosto del
2004. Una
clamorosa
immagine che
lascia
interdetti
perché sul
profilo
dell’isola
sembrano sospesi
due oggetti che
fanno subito
pensare ai
dischi volanti.
Ingrandito il
fotogramma e
studiato ogni
dettaglio
dell’istantanea
con sofisticate
attrezzature, i
tecnici dei
diversi enti
presenti nel
Gruppo hanno
solo potuto
escludere
l’ipotesi del
fotomontaggio.
«Proprio perché
sembrano due
dischi volanti
procediamo con i
piedi di piombo
in assenza di
conclusioni
scientificamente
definite »,
commenta a denti
stretti il
coordinatore del
Gruppo,
Francesco
Venerando,
quando scopre
che la foto è
comunque
arrivata al
Corriere della
Sera Magazine
superando dopo
quattro anni la
barriera del top
secret.
Nei documenti
ufficiali si
continua a
parlare di “due
Ovni”,
termine che sta
per “oggetti
volanti non
identificati”.
Ma si aggiunge
che quello
stesso 2 agosto
del 2004 un Ovni
di forma analoga
fu osservato nel
cielo di
Trapani, mentre
il 29 luglio,
appena quattro
giorni prima, un
altro dello
stesso tipo era
stato avvistato
su Rometta
Marea, a pochi
chilometri da
Caronia.
Informazioni
queste ultime
arrivate dal
Centro ufologico
nazionale. Dati
incamerati da
Venerando con
cautela: «Il
Gruppo nasce per
fare luce sui
fenomeni, non
per catalogare
l’avvistamento
di “Ovni”. Ma
abbiamo dovuto
applicarci anche
a questo. E per
ogni
segnalazione
abbiamo
ovviamente
cercato di
controllare le
registrazioni
radar...»,
ammette
Venerando, anche
lui sorpreso
perché gli
“oggetti” non
lasciano tracce.
Bisogna però
fare i conti con
la magistratura
che parla di
ignoti
“piromani” o con
l’analogo parere
di Enzo Boschi,
il presidente
dell’Istituto
nazionale di
Geofisica e
vulcanologia:
«Penso che
dietro ci sia un
bel dolo...».
Non tutti
comunque
conoscono i
contenuti di una
banca dati
con foto celate
da vistosi
“Riservato”.
Come è accaduto
per gran parte
degli oltre
trecento eventi.
Tutti elencati
su paginate
elettroniche a
colori. Pagine
in viola per
malesseri e
morie di
animali, a
decine. In
azzurro, gli
avvistamenti di
“Ovni”, più di
100. In giallo,
gli incendi, 40.
In verde,
fenomeni di
origine
elettronica e
elettromagnetica,
100. Non a caso
una relazione
tecnica fresca
di stampa elenca
«numerose
testimonianze di
avvistamenti
diurni e
notturni di Ovni,
di improvvisi
bagliori e scie,
di forti
luminescenze
nello specchio
di mare compreso
tra le Eolie, in
particolare le
Isole Alicudi,
Filicudi e la
costa di
Caronia, che
iniziano nel
2004 e si
ripetono
abbastanza
spesso, fino a
oggi...».
Cauto, Venerando
si limita a
parlare di “una
origine
artificiale dei
fenomeni”,
di “emissioni
elettromagnetiche
impulsive”
capaci di
generare “una
grande potenza
concentrata in
frazioni di
tempo
estremamente
ridotte”. E
quale sorgente
potrebbe mai
assicurare sto
po’ po’ di roba?
Sulla “fonte” o
sul “soggetto”
allarga le
braccia:
«Potrebbe anche
trattarsi di
applicazioni
sperimentali di
tecnologie
industriali, non
escludendo
quelle
finalizzate a
recenti sistemi
d’arma a energia
elettromagnetica...
». Un modo forse
per lasciar
trapelare la
possibilità di
esperimenti da
parte di una
potenza
militare. Ignota
comunque la
posizione della
“fonte”. Forse,
il mare. Forse,
sott’acqua.
Mistero
profondo. Per
questo si decise
di installare
una rete di
telecamere e
termocamere a
infrarossi tutt’intorno
a Canneto e
diversi sensori
sulla costa e
sulle isole
Eolie nel
tentativo di
dare la caccia
non solo
all’eventuale
piromane mai
trovato, ma a
quello che nei
rapporti
riservati viene
definito
“l’impulso
sorgente
proveniente dal
mare”.
La
trasmissione Verissimo di Canale 5 si occupa nella
trasmissione del 3 febbraio 2007 degli ufo a Canneto
di Caronia
Altre
trasmissioni televisive si alternano, nel frattempo,
a narrare le vicende che colpiscono Caronia e i suoi
abitanti,
tra
le quali Voyager, TG2 e TG3
troverai numerosi filmati su You Tube
Infiniti
siti internet e blogs di ufologi, studiosi del
paranormale, dotti, medici e sapienti fanno a gara nello
spiegare le possibili cause di tali reconditi eventi...
Ebbene,
abbiamo la verità!!!
Tenuta
nascosta per oltre 4 secoli, adesso , dopo
tante dicerie
L'Espresso (Ottobre 2007) rivela
l'esistenza di un rapporto
riservato sull'argomento, redatto da esperti e
scienziati che hanno studiato per due anni
consecutivi l'inquietante fenomeno.
C'è chi trae ispirazione
dai fatti di Canneto per lanciare il suo romanzo
(Valentina Gebbia, intervistata da Verissimo
durante la trasmissione)
i giornali di
tutto il mondo titolano:
Canneto di
Caronia, in provincia di Messina - Sicilia, assediata dal fuoco misterioso