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Serro Merio (1093 m.)
 
Portella dell'Obolo (1503 m.)
  (Percorso di 6 ore - Km 21)

 
 

Portella dell'Obolo
  Portella Femmina Morta
  (Percorso di 6 ore - Km 24)

 
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Itinerari & Escursioni

Alcune proposte di percorsi ed itinerari per valorizzare il territorio di Caronia, le sue peculiarità, la sua naturale predisposizione verso il vivere sano, l'ambiente incontaminato e il delicato equilibrio tra mare e montagna Un progetto che nasce dall'esigenza di dare adeguata risposta ad una domanda turistica diversa, fuori dal giro del turismo di massa e commerciale. L'intento è quello di migliorare l'immagine, la qualità, la quantità e i caratteri dell'offerta turistica, che tengano conto innanzitutto dell'ambiente in cui si opera e che abbiano il fondamentale presupposto di essere integrate con esso.

   

Masserie, bagli, dimore di campagna, abbeveratoi, occhieggiano sopra colline verdi di ulivo e vigna da cui dominano paesaggi mozzafiato. Arcaica terra di grandi emozioni, terra di antica civiltà agricola e peschiera. Questo è il territorio che Caronia offre. Armonica alchimia tra ampi paesaggi naturali, colorati e profumati dalla ricca vegetazione mediterranea e la storveduta ambiente nebrodiia di un capo e di una città misteriosi, Ducezio e Kàle Akte. Una terra votata alla contemplazione, il silenzio e l'armonica vitalità della natura che da secoli favoriscono la ritempra dello spirito e la dimensione metafisica, soprannaturale dell'uomo, come San Benedetto il Moro che avviò il suo eremitaggio proprio su questi monti e nel territorio di Caronia. La meditazione ascetica e la spiritualità hanno sempre pervaso questi uomini e questi luoghi. Aiutati dal silenzio e dalla tranquillità della natura.

 
Serro Merio (1093 m.) - Portella dell'Obolo (1503 m.)
(Tempo di percorrenza 6 ore - Km 21)

Il percorso inizia da Serro Merio (Mistretta), lungo la s.s. 117, si devia a sinistra e si raggiunge rapidamente l'Urio Quattrocchi (1030 m.s.l.m.), piccolissimo laghetto di forma circolare, molto piacevole da visitare poiché ospita diverse specie di uccelli acquatici.
Dopo aver superato l'Urio (sulla destra è una fontana in pietra locale), si segue la trazzera principale ed, al primo incrocio, si svolta a destra in direzione di Case Pomiere, dove c'è un grande abbeveratoio.
Quest'ultimo tratto si addentra in un fitto bosco ove esemplari maestosi di Faggio sono consociati a specie quercine come Cerro e Rovere. Il sottobosco è spesso impenetrabile.
Uscendo dal bosco, si attraversa una zona scoperta e si arriva alle Case Mascellino. Sempre più interessante sul piano naturalistico e paesaggistico l'osservazione dei boschi circostanti. Superato il confine comunale Mistretta - Caronia, che costituisce altresì lo spartiacque tra il bacino del Torrente S. Stefano ed il bacino del Torrente Caronia, si continua a seguire la pista in discesa e si incrocia un altra pista maggiormente battuta, che in quota si dirige verso Acqua dei Vitelli (1306 m.s.l.m). Da questa località la strada è ben visibile e prosegue in salita in direzione della Contrada Moglia (1347 m.s.l.m.), ove è il bosco della Tassita, un popolamento di circa 50 ettari di Tasso. Superato il bosco, si continua a salire, aggirando Monte Pomiere, Portella Pomiere e Timpone Mirio.
Un ricco fontanile in pietra invita ad una sosta prima dell'arrivo (500 metri) a Portella dell'Obolo (1503 m.s.l.m.), sul confine comunale Caronia-Capizzi, in corrispondenza della s.p. 168 dei Monti Nebrodi, posta tra Serra Pumeri (1544 m.s.l.m.) ad ovest e Pizzo Fau (1686 m) ad Est.

 
Portella dell'Obolo - Portella Femmina Morta
(Tempo di percorrenza 6 ore - Km 24)

Partendo da  Portella dell’Obolo  (1503 metri s.l.m.), si scende seguendo la S.P. 168 e, dopo circa 1 km., si svolta a sinistra e si segue una strada, inizialmente asfaltata, che costeggia il limite del bosco di querce e che scende rapidamente. Secondo l’esposizione dei versanti ed in conseguenza della struttura dei suoli, il Faggio ed il Cerro sono in questi luoghi pienamente integrati e consociati: ricco il sottobosco ampiamente rappresentato dall’Agrifoglio, che in alcuni tratti raggiunge dimensioni considerevoli, dal Pungitopo, dal Rovo, dal Biancospino e dal Perastro. 

La zona è ricca di molte specie di funghi di cui i più apprezzati sono i Porcini, i Prataioli e gli Ovuli (Amanita Caesarea).

Arrivati in prossimità della Sorgente Nocita, ampia area attrezzata, si continua a seguire la trazzera (in alcuni punti è evidente l’antico lastricato), fino ad arrivare alla Caserma Mafauda.  Continuando dopo il caseggiato, si giunge in prossimità di un tratto di strada asfaltata (dopo circa 1,300 km), si abbandona la strada e si svolta a sinistra per addentrarsi nel fitto bosco. La pista è in salita e costeggia un impluvio torrentizio, lo si attraversa in corrispondenza di una briglia realizzata recentemente con gabbioni, e si continua a salire fino a Portella Calcare (1410 m.), luogo in cui è visibile una chiudenda (1,350 Km). Dalla Portella è possibile abbandonare il tracciato e, svoltando a sinistra, seguire la pista di esbosco che si sviluppa lungo il confine comunale, sempre individuabile dalla recinzione in legno, per raggiungere Monte Pelato. La risalita verso Monte Pelato (1567 m.) è uno dei tratti più suggestivi, perché dalla sommità del monte si apre uno splendido panorama sull’Etna e sulle cime dei rilievi dei Monti Nebrodi.

Abbandonato Monte Pelato, basta seguire la staccionata in legno che identifica il confine comunale tra Capizzi e Caronia e le pietre miliari con la scritta “S. Antonio”, si ritorna a Portella Calcare e si segue la trazzera che, superata la Portella, si addentra nella faggeta sempre più fitta. Dopo una discesa, spesso fangosa in conseguenza dell’accumulo meteorico su substrati argillosi, giunti a Portella del Ceramese, si svolta a destra e, dopo ancora 350 m., si svolta a sinistra. Si continua seguire la traccia principale, tralasciando le numerose deviazioni che si incontrano, fino ad arrivare in corrispondenza di Portella Colle Basso e poi di Portella Scarno, dove la traccia segue per un tratto un acquedotto. Da segnalare che, in corrispondenza della Portella, la traccia di destra conduce alla Caserma Sambuchello e al Lago di Ancipa.

Si attraversa così la contrada Fontana Mucciata, costeggiando una recinzione con paletti in legno e rete a maglia larga. Arrivati in corrispondenza di Portella Miraglia, si svolta a sinistra e, dopo meno di 2 km., si incrocia la strada statale 289 e si arriva al Rifugio Miraglia (1502 m.) e Portella Femmina Morta (1524 m.).

   
   
 

foto dei nebrodi

 

Una delle attività più interessanti da svolgere nel Parco dei Nebrodi è la raccolta dei funghi commestibili

Un elenco dei funghi commestibili che si possono ritrovare nei boschi di Caronia:
porcino comune ( Boletus edulis ) "funcia 'i castagna"
ovulo buono ( Amanita caesarea ) "funcia a uovu"
porcino nero ( Boletus aereus ) "purcinu"
porcino baio ( Boletus badius, chrysenteron, versicolor e granulatus ) "funcia rusedda"
mazza di tamburo ( Lepiota procera ) "funcia pannita"
prataiolo ( Psalliota campestris ed arvensis ) "niputedda"
chiodini ( Armillaria mellea ) "funci 'i zuccu"
gallinaccio ( Cantharellus cibarius ) "gallinacci"
ditola gialla ( Clavaria aurea ) "funcia bruocculu"
agarico geotropo ( Clitocybe geotropa ed infundibuliformis ) "funcia 'i filera"
tartufo (genere tuber ) "tirittuffitu"
vescia di lupo (genere Lycoperdon ) "piritu 'i lupu"

Notizie tratte dagli opuscoli informativi dell'Ente Parco dei Nebrodi
 
 

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Marina di Caronia: luogo dell'anima

 
 

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