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Itinerari & Escursioni
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Alcune proposte di
percorsi ed itinerari per valorizzare il territorio di
Caronia, le sue peculiarità, la sua naturale
predisposizione verso il vivere sano, l 'ambiente
incontaminato e il delicato equilibrio tra mare e
montagna
Un progetto che nasce dall'esigenza di
dare adeguata risposta ad una domanda turistica diversa,
fuori dal giro del turismo di massa e commerciale. L'intento è quello di
migliorare l'immagine, la qualità, la quantità e i
caratteri dell'offerta turistica,
che tengano conto innanzitutto dell'ambiente in cui si
opera e che abbiano il fondamentale presupposto di
essere integrate con esso. |
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Masserie,
bagli, dimore di campagna, abbeveratoi, occhieggiano
sopra colline verdi di ulivo e vigna da cui dominano
paesaggi mozzafiato. Arcaica terra di grandi emozioni,
terra di antica civiltà agricola e peschiera. Questo è
il territorio che Caronia offre. Armonica alchimia tra
ampi paesaggi naturali, colorati e profumati dalla ricca
vegetazione mediterranea e la stor ia di un capo e di una
città misteriosi, Ducezio e Kàle Akte. Una terra votata
alla contemplazione,
il
silenzio
e l'armonica vitalità della natura che da
secoli favoriscono
la ritempra dello spirito e la
dimensione metafisica, soprannaturale dell'uomo, come
San Benedetto il Moro che avviò
il suo eremitaggio proprio su questi monti e nel
territorio di Caronia. La meditazione ascetica e la
spiritualità hanno sempre pervaso questi uomini e questi
luoghi. Aiutati dal silenzio e dalla tranquillità della
natura. |
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Serro Merio (1093 m.) -
Portella dell'Obolo (1503 m.)
(Tempo di percorrenza 6 ore -
Km 21)
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Il percorso inizia da
Serro Merio (Mistretta), lungo la s.s.
117, si devia a sinistra e si raggiunge
rapidamente l'Urio Quattrocchi (1030
m.s.l.m.), piccolissimo laghetto di forma
circolare, molto piacevole da visitare
poiché ospita diverse specie di uccelli
acquatici.
Dopo aver superato l'Urio (sulla destra è
una fontana in pietra locale), si segue la
trazzera principale ed, al primo incrocio,
si svolta a destra in direzione di Case
Pomiere, dove c'è un grande abbeveratoio.
Quest'ultimo tratto si addentra in un fitto
bosco ove esemplari maestosi di Faggio sono
consociati a specie quercine come Cerro e
Rovere. Il sottobosco è spesso
impenetrabile.
Uscendo dal bosco, si attraversa una zona
scoperta e si arriva alle Case Mascellino.
Sempre più interessante sul piano
naturalistico e paesaggistico l'osservazione
dei boschi circostanti. Superato il confine
comunale Mistretta - Caronia, che
costituisce altresì lo spartiacque tra il
bacino del Torrente S. Stefano ed il bacino
del Torrente Caronia, si continua a seguire
la pista in discesa e si incrocia un altra
pista maggiormente battuta, che in quota si
dirige verso Acqua dei Vitelli (1306 m.s.l.m).
Da questa località la strada è ben visibile
e prosegue in salita in direzione della
Contrada Moglia (1347 m.s.l.m.), ove è
il bosco della Tassita, un popolamento di
circa 50 ettari di Tasso. Superato il bosco,
si continua a salire, aggirando Monte
Pomiere, Portella Pomiere e Timpone
Mirio.
Un ricco fontanile in pietra invita ad una
sosta prima dell'arrivo (500 metri) a
Portella dell'Obolo (1503 m.s.l.m.), sul
confine comunale Caronia-Capizzi, in
corrispondenza della s.p. 168 dei Monti Nebrodi, posta tra Serra Pumeri (1544
m.s.l.m.) ad ovest e Pizzo Fau (1686
m) ad Est.
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Portella dell'Obolo - Portella Femmina
Morta
(Tempo di percorrenza 6 ore -
Km 24)
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Partendo da Portella
dell’Obolo (1503 metri s.l.m.), si
scende seguendo la S.P. 168 e, dopo circa 1
km., si svolta a sinistra e si segue una
strada, inizialmente asfaltata, che
costeggia il limite del bosco di querce e
che scende rapidamente. Secondo
l’esposizione dei versanti ed in conseguenza
della struttura dei suoli, il Faggio ed il
Cerro sono in questi luoghi pienamente
integrati e consociati: ricco il sottobosco
ampiamente rappresentato dall’Agrifoglio,
che in alcuni tratti raggiunge dimensioni
considerevoli, dal Pungitopo, dal Rovo, dal
Biancospino e dal Perastro.
La zona è ricca di molte
specie di funghi di cui i più apprezzati
sono i Porcini, i Prataioli e gli Ovuli (Amanita
Caesarea).
Arrivati in prossimità
della Sorgente Nocita, ampia area
attrezzata, si continua a seguire la
trazzera (in alcuni punti è evidente
l’antico lastricato), fino ad arrivare alla
Caserma Mafauda. Continuando dopo il
caseggiato, si giunge in prossimità di un
tratto di strada asfaltata (dopo circa 1,300
km), si abbandona la strada e si svolta a
sinistra per addentrarsi nel fitto bosco. La
pista è in salita e costeggia un impluvio
torrentizio, lo si attraversa in
corrispondenza di una briglia realizzata
recentemente con gabbioni, e si continua a
salire fino a Portella Calcare (1410
m.), luogo in cui è visibile una chiudenda
(1,350 Km). Dalla Portella è possibile
abbandonare il tracciato e, svoltando a
sinistra, seguire la pista di esbosco che si
sviluppa lungo il confine comunale, sempre
individuabile dalla recinzione in legno, per
raggiungere Monte Pelato. La risalita
verso Monte Pelato (1567 m.) è uno
dei tratti più suggestivi, perché dalla
sommità del monte si apre uno splendido
panorama sull’Etna e sulle cime dei rilievi
dei Monti Nebrodi.
Abbandonato Monte Pelato,
basta seguire la staccionata in legno che
identifica il confine comunale tra Capizzi e
Caronia e le pietre miliari con la scritta “S.
Antonio”, si ritorna a Portella
Calcare e si segue la trazzera che,
superata la Portella, si addentra nella
faggeta sempre più fitta. Dopo una discesa,
spesso fangosa in conseguenza dell’accumulo
meteorico su substrati argillosi, giunti a
Portella del Ceramese, si svolta a
destra e, dopo ancora 350 m., si svolta a
sinistra. Si continua seguire la traccia
principale, tralasciando le numerose
deviazioni che si incontrano, fino ad
arrivare in corrispondenza di Portella
Colle Basso e poi di Portella Scarno,
dove la traccia segue per un tratto un
acquedotto. Da segnalare che, in
corrispondenza della Portella, la traccia di
destra conduce alla Caserma Sambuchello
e al Lago di Ancipa.
Si attraversa così la
contrada Fontana Mucciata,
costeggiando una recinzione con paletti in
legno e rete a maglia larga. Arrivati in
corrispondenza di Portella Miraglia,
si svolta a sinistra e, dopo meno di 2 km.,
si incrocia la strada statale 289 e si
arriva al Rifugio Miraglia (1502 m.)
e Portella Femmina Morta (1524 m.). |
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Una delle
attività più interessanti da
svolgere nel Parco dei Nebrodi è
la raccolta dei funghi
commestibili |
Un elenco dei funghi commestibili che si
possono ritrovare nei boschi di Caronia:
porcino comune (
Boletus
edulis ) "funcia 'i castagna"
ovulo buono (
Amanita
caesarea ) "funcia a uovu"
porcino nero (
Boletus
aereus ) "purcinu"
porcino baio (
Boletus
badius, chrysenteron, versicolor
e
granulatus
) "funcia rusedda"
mazza di tamburo (
Lepiota
procera ) "funcia pannita"
prataiolo (
Psalliota
campestris ed
arvensis
) "niputedda"
chiodini (
Armillaria
mellea ) "funci 'i zuccu"
gallinaccio (
Cantharellus cibarius )
"gallinacci"
ditola gialla (
Clavaria
aurea ) "funcia bruocculu"
agarico geotropo (
Clitocybe
geotropa ed
infundibuliformis ) "funcia 'i
filera"
tartufo (genere
tuber
) "tirittuffitu"
vescia di lupo (genere
Lycoperdon
) "piritu 'i lupu"
Notizie
tratte dagli opuscoli informativi dell'Ente Parco dei
Nebrodi |
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