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Alcune proposte di percorsi ed itinerari per valorizzare il territorio di Caronia, le sue peculiarità, la sua naturale predisposizione verso il vivere sano, l'ambiente incontaminato e il delicato equilibrio tra mare e montagna Un progetto che nasce dall'esigenza di dare adeguata risposta ad una domanda turistica diversa, fuori dal giro del turismo di massa e commerciale. fogliaL'intento è quello di migliorare l'immagine, la qualità, la quantità e i caratteri dell'offerta turistica, che tengano conto innanzitutto dell'ambiente in cui si opera e che abbiano il fondamentale presupposto di essere integrate con esso.

escursioni

itinerario del gusto
SPECIALE
Itinerari di pesca
(dal web di Pino Gentile)
Marina di Caronia
Canneto di Caronia
Torre del Lauro
Torrente Furiano
chi è Pino Gentile:
di S.Agata Militello (ME), pratica con successo la traina costiera ( spigole ,lecce, serra ,barracuda ecc) e in autunno la media traina (tonnetti ,lampughe, aguglie imperiali ecc.).Preferisce andare a pesca da solo con la sua lancia di 4 metri e 20 spinta da un Yamaha 15 cv 4tempi(non ha mai trovato in zona un compagno di pesca che ama il mare e la pesca in modo sportivo come lui). Fino al 97 ha fatto gare di canna da riva partecipando l'anno prima anche alla finale del campionato italiano svoltosi a Ravenna. Il suo motto è:NON AVER PAURA CHE UN PESCE TI ROMPA E NON IMPRECARE. USA FINALI AL LIMITE E LORO TORNERANNO
Le tecniche preferite da questo pescatore:
Spinning
Ledgering
Surf casting
Traina
Bolentino
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fiore

 
veduta ambiente nebrodiMasserie, bagli, dimore di campagna, abbeveratoi, occhieggiano sopra colline verdi di ulivo e vigna da cui dominano paesaggi mozzafiato. Arcaica terra di grandi emozioni, terra di antica civiltà agricola e peschiera. Questo è il territorio che Caronia offre. Armonica alchimia tra ampi paesaggi naturali, colorati e profumati dalla ricca vegetazione mediterranea e la storia di un capo e di una città misteriosi, Ducezio e Kàle Akte. Una terra votata alla contemplazione, il silenzio e l'armonica vitalità della natura che da secoli favoriscono la ritempra dello spirito e la dimensione metafisica, soprannaturale dell'uomo, come San Benedetto il Moro che avviò il suo eremitaggio proprio su questi monti e nel territorio di Caronia. La meditazione ascetica e la spiritualità hanno sempre pervaso questi uomini e questi luoghi. Aiutati dal silenzio e dalla tranquillità della natura.

foto dei nebrodi

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Andar per funghi nella piu' importante zona umida della Sicilia

Serro Merio (1093 m.) - Portella dell'Obolo (1503 m.) Portella dell'Obolo - Portella Femmina Morta

(Tempo di percorrenza 6 ore - Km 21)

Il percorso inizia da Serro Merio (Mistretta), lungo la s.s. 117, si devia a sinistra e si raggiunge rapidamente l'Urio Quattrocchi (1030 m.s.l.m.), piccolissimo laghetto di forma circolare, molto piacevole da visitare poiché ospita diverse specie di uccelli acquatici.
Dopo aver superato l'Urio (sulla destra è una fontana in pietra locale), si segue la trazzera principale ed, al primo incrocio, si svolta a destra in direzione di Case Pomiere, dove c'è un grande abbeveratoio.

Quest'ultimo tratto si addentra in un fitto bosco ove esemplari maestosi di Faggio sono consociati a specie quercine come Cerro e Rovere. Il sottobosco è spesso impenetrabile.
Uscendo dal bosco, si attraversa una zona scoperta e si arriva alle Case Mascellino. Sempre più interessante sul piano naturalistico e paesaggistico l'osservazione dei boschi circostanti. Superato il confine comunale Mistretta - Caronia, che costituisce altresì lo spartiacque tra il bacino del Torrente S. Stefano ed il bacino del Torrente Caronia, si continua a seguire la pista in discesa e si incrocia un altra pista maggiormente battuta, che in quota si dirige verso Acqua dei Vitelli (1306 m.s.l.m). Da questa località la strada è ben visibile e prosegue in salita in direzione della Contrada Moglia (1347 m.s.l.m.), ove è il bosco della Tassita, un popolamento di circa 50 ettari di Tasso. Superato il bosco, si continua a salire, aggirando Monte Pomiere, Portella Pomiere e Timpone Mirio.
Un ricco fontanile in pietra invita ad una sosta prima dell'arrivo (500 metri) a Portella dell'Obolo
(1503 m.s.l.m.), sul confine comunale Caronia-Capizzi, in corrispondenza della s.p. 168 dei Monti Nebrodi, posta tra Serra Pumeri (1544 m.s.l.m.) ad ovest e Pizzo Fau (1686 m) ad Est.

Notizie tratte dagli opuscoli informativi dell'Ente Parco dei Nebrodi

Un elenco dei funghi commestibili che si possono ritrovare nei boschi di Caronia:
porcino comune ( Boletus edulis ) "funcia 'i castagna"funghi
ovulo buono ( Amanita caesarea ) "funcia a uovu"
porcino nero ( Boletus aereus ) "purcinu"
porcino baio ( Boletus badius, chrysenteron, versicolor e granulatus ) "funcia rusedda"
mazza di tamburo ( Lepiota procera ) "funcia pannita"
prataiolo ( Psalliota campestris ed arvensis ) "niputedda"
chiodini ( Armillaria mellea ) "funci 'i zuccu"
gallinaccio ( Cantharellus cibarius ) "gallinacci"
ditola gialla ( Clavaria aurea ) "funcia bruocculu"
agarico geotropo ( Clitocybe geotropa ed infundibuliformis ) "funcia 'i filera"
tartufo (genere tuber ) "tirittuffitu"
vescia di lupo (genere Lycoperdon ) "piritu 'i lupu"

 

 

(Tempo di percorrenza 6 ore - Km 24)

Partendo da  Portella dell’Obolo  (1503 metri s.l.m.), si scende seguendo la S.P. 168 e, dopo circa 1 km., si svolta a sinistra e si segue una strada, inizialmente asfaltata, che costeggia il limite del bosco di querce e che scende rapidamente. Secondo l’esposizione dei versanti ed in conseguenza della struttura dei suoli, il Faggio ed il Cerro sono in questi luoghi pienamente integrati e consociati: ricco il sottobosco ampiamente rappresentato dall’Agrifoglio, che in alcuni tratti raggiunge dimensioni considerevoli, dal Pungitopo, dal Rovo, dal Biancospino e dal Perastro. 

La zona è ricca di molte specie di funghi di cui i più apprezzati sono i Porcini, i Prataioli e gli Ovuli (Amanita Caesarea).

Arrivati in prossimità della Sorgente Nocita, ampia area attrezzata, si continua a seguire la trazzera (in alcuni punti è evidente l’antico lastricato), fino ad arrivare alla Caserma Mafauda.  Continuando dopo il caseggiato, si giunge in prossimità di un tratto di strada asfaltata (dopo circa 1,300 km), si abbandona la strada e si svolta a sinistra per addentrarsi nel fitto bosco. La pista è in salita e costeggia un impluvio torrentizio, lo si attraversa in corrispondenza di una briglia realizzata recentemente con gabbioni, e si continua a salire fino a Portella Calcare (1410 m.), luogo in cui è visibile una chiudenda (1,350 Km). Dalla Portella è possibile abbandonare il tracciato e, svoltando a sinistra, seguire la pista di esbosco che si sviluppa lungo il confine comunale, sempre individuabile dalla recinzione in legno, per raggiungere Monte Pelato. La risalita verso Monte Pelato (1567 m.) è uno dei tratti più suggestivi, perché dalla sommità del monte si apre uno splendido panorama sull’Etna e sulle cime dei rilievi dei Monti Nebrodi.

Abbandonato Monte Pelato, basta seguire la staccionata in legno che identifica il confine comunale tra Capizzi e Caronia e le pietre miliari con la scritta “S. Antonio”, si ritorna a Portella Calcare e si segue la trazzera che, superata la Portella, si addentra nella faggeta sempre più fitta. Dopo una discesa, spesso fangosa in conseguenza dell’accumulo meteorico su substrati argillosi, giunti a Portella del Ceramese, si svolta a destra e, dopo ancora 350 m., si svolta a sinistra. Si continua seguire la traccia principale, tralasciando le numerose deviazioni che si incontrano, fino ad arrivare in corrispondenza di Portella Colle Basso e poi di Portella Scarno, dove la traccia segue per un tratto un acquedotto. Da segnalare che, in corrispondenza della Portella, la traccia di destra conduce alla Caserma Sambuchello e al Lago di Ancipa.

Si attraversa così la contrada Fontana Mucciata, costeggiando una recinzione con paletti in legno e rete a maglia larga. Arrivati in corrispondenza di Portella Miraglia, si svolta a sinistra e, dopo meno di 2 km., si incrocia la strada statale 289 e si arriva al Rifugio Miraglia (1502 m.) e Portella Femmina Morta (1524 m.).

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