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I Santi Patroni del territorio di Caronia
Fede e tradizioni di una terra devota.

 
 
 
 
 
 
 
A Marina di Caronia: Maria SS. Annunziata

A Marina di Caronia si trova la chiesa più antica di tutto il territorio caronese.
Essa è dedicata alla Madonna Annunziata, che è anche la patrona del borgo e fu edificata nel XII secolo per volontà della regina Costanza d'Altavilla, madre del futuro imperatore Federico II che, in viaggio via mare lungo la costa tirrenica, scampò miracolosamente ad un naufragio nei pressi della costa, e qui approdò in salvo dopo aver invocato la Madonna. Successivamente, per ringraziarla, commissionò la realizzazione della piccola chiesetta. L'attuale costruzione fu edificata dopo la seconda guerra mondiale.
La chiesa della SS. Annunziata è citata in un documento ecclesiastico del 1178. La patrona si festeggia la prima domenica d'agosto di ogni anno, con processioni, giochi e fuochi d'artificio, periodo in cui si raggiunge l'apice delle presenze turistiche. Significative sono le espressioni di devozione da parte dei pescatori del piccolo borgo marinaro.

 
   
   
A Caronia: San Biagio  
San Biagio vescovo Martire secondo la leggenda liberò un bambino da una spina conficcatasi in gola, ed è per questo considerato il Santo Protettore della gola; nella ricorrenza della sua festa, il 3 febbraio si usa benedire la gola dei fedeli con due candele benedette il giorno precedente, non si sa perché sia diventato il patrono del nostro paese (inizialmente era S. Pietro) ma la leggenda narra che nei pressi di Torre Del Lauro (frazione di Caronia) il santo vescovo sedette su un grosso scoglio ,tutt’ora esistente e chiamato lo scoglio di San Biagio.

Le reliquie, preziosamente custodite dalla nostra Parrocchia nella chiesa omonima, vengono portate in processione giorno 2 febbraio, il pomeriggio del giorno seguente dopo la S. Messa la vara del santo sfila per le vie del paese ornata da fiori, pane e torrone, offerte dai devoti, fra i quali menzioniamo gli abitanti di Marina di Caronia che qualche anno fa durante la visita del patrono alla chiesa della SS. Annunziata hanno donato il prezioso anello che porta al dito. La processione è accompagnata dalla banda musicale, dalle autorità e dai fedeli, tra i quali alcuni per voto camminano scalzi.

La processione del Santo una volta celebrata l’ultima domenica d’agosto perché i vecchi abitanti di Caronia solo allora terminavano i lavori della raccolta, è ora la seconda domenica d’agosto; quella di festeggiare la festa del Santo in estate è dunque un’antica tradizione che permette ai paesani emigrati di potervi partecipare.
Lo stesso S. Biagio veniva invocato per le calamità naturali di vento e fuoco perché è in grado di placarli; le sue "cuddure" benedette venivano infatti lanciate sui tetti delle case dopo aver recitato una preghiera.
 
 

 

 
 
 

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San Benedetto il Moro

Benedetto nacque nel 1526 a San Fratello (ME) da genitori oriundi d’Etiopia, schiavi di un certo Vincenzo Manasseri.
Nel lavoro umile dei campi, il giovane Benedetto, maturò la sua vocazione al servizio di Dio, alla libertà interiore.
A vent’anni, dopo aver venduto ogni cosa, seguì Girolamo Lanza nel vicino romitorio di Santa Domenica a Caronia. Poi nel bosco della Mancusa sopra le colline di Giardinello. Esiste ancora in quella zona il fabbricato dove S. Benedetto visse e nella Chiesa Madre di Giardinello oggi c’è una bellissima vetrata in suo onore.
Dopo diversi spostamenti da un romitorio all’altro, trovò finalmente rifugio sul monte Pellegrino. Sin dal 1550, papa Giulio III aveva, infatti, autorizzato un gruppo di frati a dar vita ad una comunità francescana sul monte che sovrasta Palermo, conducendo come Santa Rosalia una vita eremitica. Nel 1562 un decreto di Papa Pio IV, ordinava agli eremiti di lasciare i romitori per entrare in qualcuno degli Ordini religiosi.
Benedetto, dopo lunga preghiera scelse i francescani di S. Maria di Gesù, dove rimase fino alla sua morte nel 1589.
Un giorno Benedetto pensò di costruirsi una piccola cella sulle alte pendici del monte Grifone. Ivi trascorreva gran parte del giorno e talora più giorni, attendendo all’esercizio dell’orazione e della penitenza. Accanto alla cella, un albero di cipresso da lui piantato, dopo quattro secoli, resiste ancora».
Dall’alto del romitorio, una magnifica vista sulla città, sul mare e su Monte Pellegrino, luogo amato e venerato dai cittadini palermitani perché conserva le spoglie di S. Rosalia.
Singolare posizione dei due Patroni della città: uno di fronte all’altro…con in mezzo la città degli uomini.

 

     
 

Marina di Caronia: luogo dell'anima

 
 

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